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Due quesiti sulle fornaci

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ugo
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Due quesiti sulle fornaci

Messaggio da ugo »

di mattoni, in particolare il rischio chimico.

Premetto che il lavoro non lo farò io ma un mio collega... ma io vorrei capirci un qualcosa di più e prepararmi... insomma in anteprima...


Polveri del mattone dopo cotte: le considero inerti (e quindi bastano le polveri inalabili come analisi) o c'è qualcosa d'altro che devo vedere?

L'acido fluoridrico che esce dalla cottura di argille "giovani" oltre a vedere che effetto fa su vetri e cavi elettrici si può campionare?

Grazie a tutti
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mirko
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Messaggio da mirko »

Certo che si per lacido fluoridrico.
Il problema silice esiste??????

Ciaooo
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ugo
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Messaggio da ugo »

x la silice ... era la terza domanda... :-)
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mccoy
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Messaggio da mccoy »

Polveri del mattone dopo cotte: le considero inerti ...?
ASSOLUTAMENTE NO!
La temperatura massima di cottura nei forni a tunnel è di 950°C. Tale valore non è sufficiente a causare la conversione del quarzo-alfa con reticolo cristallino in quarzo vetroso amorfo. In parole povere, il quarzo cristallino naturalmente presente nelle argille da laterizi con tenore medio del 27-28 % si ritrova, leggermente aumentato per deidratazione dell'ammasso, nel prodotto finito.
I dati relativi al laterizio (dal classico lavoro di Casciani, Ripanucci, Verdel):
concentrazione di quarzo cristallino media 28.8%, min 5.6%, max 45%

Lo stesso avviene nella cottura delle ceramiche, dove la T° non è sufficiente per la conversione.

Nella cottura del granulato di cemento, invece, il clinker risulta essere privo di quarzo cristallino, che viene convertito in gran parte in silicati artificiali alla T° di quasi 1500 °C.
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ugo
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Messaggio da ugo »

grazie per l'info!

per il fluoridrico che mi dici?

sai che è risaputo (dalla saggezza popolare) che nelle valli dove ci sono le fornaci non crescono i gladioli?

questo lo raccontava la mamma di un responsabile di uno stabilimento del settore!

io ho visto i cavi elettrici e i vetri dei forni come si riducono!
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mccoy
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Messaggio da mccoy »

per il fluoridrico che mi dici?
Purtroppo non ho alcun elemento a disposizione.

Sicuramente se nel materiale primo esiste fluoro a sufficienza, come forse saprai questo con la cottura forma anidride fluoridrica, e successivamente, con la condensazione e il contatto di goccioline d'acqua si forma HFl. In quali potenziali concentrazioni non saprei.

Devo fare ricerche sul tenore in fluoro dei minerali argillosi.
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Ronin
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Messaggio da Ronin »

mccoy ha scritto:come forse saprai
no, in effetti devo confessare che non lo sapevo.
ero rimasto che l'acido fluoridrico si indicava ancora con HF.
l'anidride fluoridrica mi sembra un composto degno di figurare in star trek (google non la conosce...).
vediamo, dunque, l'anidride sarebbe un ossido di non metallo, che reagendo con acqua è capace di formare un acido.
ero rimasto che il fluoro era più elettronegativo dell'ossigeno, e pertanto con il fluoro non si possono formare anidridi.
il fantomatico ossido di fluoro dovrebbe poter formare, con acqua, un composto del tipo HxFOy che non mi risulta sia mai stato osservato, forse si sta parlando di OF2 (che in realtà è fluoruro di ossigeno), che in idrolisi genera una violenta reazione di riduzione (con generazione di HF appunto).

dico bene?
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mccoy
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Messaggio da mccoy »

Sì, ho fatto un pò di confusione per la fretta, innanzi tutto togli pure quella 'l' finale dalla formula e sostituisci 'fluoridrica' con 'fluorica' (F2O), sono andato a mente per la reazione  :smt017 e peraltro il rischio chimico non è una materia di cui mi occupo generalmente.  

Uno studio completo è il seguente:

http://www.laterizio.it/_scriptcode/loa ... IDkey=fluo

dove la F2O non appare, ma non è detto che possa essere uno stadio intermedio della reazione. Se vuoi approfondire il discorso di ingegneria chimica devo chiedere ragguagli a colleghi con competenza specifica.

Dal punto di vista del fluoro, sembra che le concentrazioni di questo elemento varino ampiamente secondo la provenienza e la storia dell'argilla (Alcune provengono da alterazione idrotermale con acqua ricca in fluoro).

In Italia il tenore in fluoro è piuttosto modesto in genere:

I dati di concentrazione di fluoro nelle argille variano da 500 a 1200 ppm (0,05-0,125%) e mostrano una distribuzione quasi simmetrica intorno ad una media di 860 ppm (Fig. 3A).
Il fluoro sembra essere presente in quantità non molto diverse nelle va-rie unità geologiche cui appartengono le argille per laterizi (Tab. 1). Le uni-che eccezioni sembrano costituite dai depositi fluvio-glaciali pleistocenici dell'Italia nord-occidentale e dalle formazioni eo-oligoceniche di Cormons, Ranzano e Montepiano, con tenori medi infe-riori a 800 ppm, in accordo con dati della letteratura [21].
Nel complesso, i tenori di fluoro delle argille italiane risultano essere più alti rispetto a quelli delle materie prime usate dall'industria tedesca dei late-rizi, in gran parte compresi fra 400 e 700 ppm [22-24].


Per quanto riguarda i tassi di emissione al camino, i dati qui presentati consentirebbero solo una stima indiretta, tenendo conto dei volumi d'aria normalmente coinvolti nella cottura dei laterizi: da 2,5 a 5 Nm3/kg [26]. Questo calcolo fornirebbe valori confrontabili con quelli della letteratura [10, 26, 31, 33]. La predizione delle effettive emissioni al camino è però assai difficile, poiché la cessione di fluoro è influenzata in maniera fondamentale dalle condizioni di gestione degli impianti di cottura [7, 9, 26] e un ruolo importante è giocato in particolare dal tipo di combustibile impiegato [23]. Inoltre, ha una grande importanza la ritenzione di fluoro da parte delle strutture refrattarie del forno.

I valori indicati secondo voi sono sufficienti per causare gli effetti ambientali nocivi riferiti? Io non ne ho idea!
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ugo
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Messaggio da ugo »

mccoy sei gentilissimo!
grazie per il supporto
un salutone

NB
tra l'altro abito vicino a Cormons! :-)
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mccoy
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Messaggio da mccoy »

Ugo,
mi fa piacere che, almeno per l'HF, quell'articolo ti abbia rassicurato.
Non so per il Cl e lo S, anche se le quantità di questi nelle argille sembrano essere piuttosto basse.
Può darsi che i gladioli siano una specie particolarmente sensibile all'HF, anche a piccole concentrazioni.
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