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Lana di vetro - lana di roccia richio cancerogeno

Archivio sui Rischi di carattere Chimico/Biologico/Cancerogeno.
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prosic
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Lana di vetro - lana di roccia richio cancerogeno

Messaggio da prosic »

Mi scusino tutti i forumiani... un po per la mia assenza ed un po perchè nel mio cuore spero che Nofer mi sappia aprire gli occhi come solo lei sa fare!

In un grosso cantiere mi capita di dover rimuovere da alcuni impianti del materiale isolante. Si tratta del classico materassino di lana di roccia, in alcuni casi o di lana di vetro in altri. Orbene sembrerebbe che alcune "menti" abbiano deciso di classificare questo materiale (dosato alcuni decenni fa) come potenzialmente canceroceno. Non ho ancora visto la relazione ma sono curioso di vedere cosa ci hanno scritto. L'ASL ce lo fa trattare come se fosse amianto: Ditta specializzata, patentino per la rimozione, ecc.
E' il primo caso che mi capita e siceramente ho una scarsa cultura in argomento.
Confido in una Vostra mano !
Grazie e saluti
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mirko
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Re: Lana di vetro - lana di roccia richio cancerogeno

Messaggio da mirko »

Ciao
Intanto che arriva Nofer io posso dirti che se hai sentito parlare di quel libricino dell'ACGIH avrai anche visto che le fibre di lana di vetro possiedono l'annotazione A3 per le fibre più lunghe di 5 um, lunghezza/diametro >= 3/1 determinate con ..........................

Il TLW è pari a 1f/cc.

Vedrai Nofer come argomenterà.
:smt002
Ciao
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effenne
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Messaggio da effenne »

Giusto quanto detto da mirko.
Aggiungo che l'atteggiamento della ASL è quasi normale, in quanto precauzionale. Già a partire dalla metà degli anni 60, infatti, venivano utilizzate lana di vetro e lana di roccia in miscela con l'asbesto, per manufatti isolanti e per coibenti. Quindi non è detto che quella sia tutta fibra artificiale. Prestare molta attenzione!
In questo documento INAIL, per esempio, che è il "pane" per chi fa il Consulente Tecnico d'Ufficio in Tribunale per le cause di riconoscimento dei benefici previdenziali per i lavoratori esposti all'amianto, se ne parla:
http://www.inail.it/repository/ContentM ... nefici.doc
Se ti interessa, anche sul sito della assoamianto trovi alcune notizie interessanti.
Non c'è mai abbastanza tempo per fare tutto il niente che vorrei (Voltaire)
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Nofer
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Messaggio da Nofer »

...ooohhhh... :smt003 la saggissima Nofer (grazie prosic!), che sull'argomento come noto si è applicata assai, resta perplessa.

Mi spiego: ho visto con i miei occhietti santi delle fibre artificiali vetrose, specie in lana di roccia, essersi ridotte così male con il tempo e le temperature che erano praticamente diventate (o lo erano da subito? boh!) come amianto, che se non avessi il megamicroscopio che ho con i superolii ad alta densità che uso di solito avrei anche  (forse...) potuto confonderle. Non vi dico poi la fibroceramica, che già è R49 del suo, figuratevi come si riduce a esempio intorno a dei forni di cottura.
Per contro, ne ho visto di proprio grosse che però qualche genio del microscopio cieco ha definito pericolose (io penso, soprattutto per aumentare il costo dello smaltimento e quindi l'importo extra-ribasso) e correttamente su quella base la ASL ha prescritto lavorazione in massima sicurezza per gli operatori. A volte, qualche cliente mi ha portato dei pezzettoni di lana vetro facendomi capire che avrebbero gradito un certificato di pericolosità. Ovviamente, io me ne frego di cosa farebbe piacere al cliente, per me fa testo solo quello che vedo al microscopio, e comunque non è poi tanto infrequente trovare materiali con fibre di grandezza piccina, anche per così dire "asbestiformi". In quel caso, il materiale non è pericoloso come classificazione per lo smaltimento, ma di certo io sconsiglio di lavorarci senza tutte le cautele che si usano per l'amianto. Ci tengo sempre tanto a ricordare al grande pubblico, e questo sito ne ha tanto davvero, che si sa ancora pochetto delle modalità di azione patogenetiche dell'amianto; anche nell'ultimo convegno internazionale cui ho partecipato, tenutosi a roma a fine aprile, si sono avute delle comunicazioni scientifiche che relazionavano su sperimentazioni e studi ancora in corso per capire com'è che poi con l'amianto succedono i mesoteliomi e i carcinomi polmonari (questi ultimi più difficile da correlare). Tanto tempo fa, già, si ipotizzò un meccanismo meccanico-immunitario: cioè è la forma ad aghetto che crea il pericolo/danno. In questo caso, che in franchezza mi sento di condividere, qualunque cosa abbia quella forma e quella grandezza avà probabilmente il medesimo effetto.
Alla fine, sia la lana di vetro che la lana di roccia sono comunque silicati, proprio come l'amianto; non sono a struttura cristallina bensì amorfa come tutto il vetro, ma resta il fatto che se la fibra è piccina (diametro < 3 micron) se è anche corticella (lunghezza tra 6 e 12 micron) eh... può finire che abbia un diametro aerodinamico che ne permetta -sia pur incidentalmente- la penetrazione nelle vie respiratori.  Teniamo presente che sono comunque classificate, da nuove, R40: ossia "possono comportare effetti a lungo termine".
Se non erro, la vigente normativa in materia di caratterizzazione di pericolosità dei rifiuti dice che se c'è più del 25% in peso di un qualcosa R40 il rifiuto è pericoloso. Francamente, molti continuano a considerarli assimilabili agli urbani. Mi sembrano oggettivamente entrambe posizioni eccessive. Personalmente, se ci fossero i siti di recupero di materia, ossia le fabbriche di lana di vetro che rifondono quella usata, io manderei tutto a recupero. Purtroppo, se il tenore di effettiva pericolosità "ex lege" è conforme, e di certo lo è nel caso di rimozione selettiva del materiale, finiscono in discarica per pericolosi, che mi sembra però davvero esagerato, io penso che potrebbero anche andare in discarica per non pericolosi se non addirittura per inerti, considerando che non dilavano niente e non contengono altre sostanze pericolose in sé.

Concludendo, potrebbero oggettivamente esserci le condizioni di materiale per cui l'operatività "in regime di amianto" è indispensabile per la sicurezza dei lavoratori, ma potrebbe anche essere una "trastola" (N.d.t.= non ho la più pallida idea di come si traduca in italiano, penso con inghippo, ma non ci giuro) preparata ad arte per motivi di eurini.
Dobbiamo fa' a fidarse, come dicono a roma.
Nofer
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prosic
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e luce fu

Messaggio da prosic »

La notte ha portato consiglio.
Neufert ha come sempre illuminato il mio buio.

In effetti la questione e (a mio avviso) nata da interessi economici.... ma tant'è e ci tocca scontrarci su queste cose.
Manipolare sto materiale è cosa noiosa e....guanti,maschera e tuta monouso mi sembrano precauzioni intelligenti!
Mi sembra eccessiva la necessità del patentino (come richiesto dalla ASL) per l'intervento sul materiale. Una buona procedura ed un'informazione corretta potrebbero assolvere a tutto.
Grazie e buon lavoro....
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Ronin
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Messaggio da Ronin »

Nofer ha scritto:la saggissima Nofer
sottoscrivo  :smt035   :smt034
Nofer ha scritto:io sconsiglio di lavorarci senza tutte le cautele che si usano per l'amianto
un'unica piccola annotazione.
le lavorazioni a cui viene sottoposto l'amianto per rimuoverlo implicano l'uso di mole, frese, trapani, e altri attrezzi variamente maciullanti l'amianto stesso, che ne provocano la dispersione di fibre in atmosfera, e dunque impongono l'uso di determinate protezioni.

le lavorazioni per la rimozione dell'isolamento dei canali, possono tranquillamente venir svolte a mani nude (intendi, senza strumenti), o al limite proprio al limite, con un taglierino.
non esiste dunque nessun rischio significativo di produzione e rilascio di fibre (a meno che non si mettano a tagliare il materassino con la motosega).
e pertanto, se proprio vogliamo fare i fini, facciamo pur mettere la mascherina agli operatori, per scongiurare anche la minima possibilità (che non c'è) di respirarsi qualche fibra, ma il resto è del tutto superfluo.
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Nofer
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Messaggio da Nofer »

Ronin ha scritto:le lavorazioni a cui viene sottoposto l'amianto per rimuoverlo implicano l'uso di mole, frese, trapani, e altri attrezzi variamente maciullanti l'amianto stesso, che ne provocano la dispersione di fibre in atmosfera, e dunque impongono l'uso di determinate protezioni.
:smt011 AAARGHHHH!!!!!Signor Samurai senza più Padrone, spero proprio che nei cosiddetti corsi abilitanti ex DPR 8 agosto 1994 che si fanno dalle tue parti non insegnino cose così fuori da ogni regola dell'arte!
MAI, e dico MAI, utilizzare strumenti ad alta velocità per tagliare l'amianto, in qualunque matrice si trovi! Sono ammesse solo pinze, taglierine manuali, forbici anche lunghe, svitabulloni, ma mole, frese, trapani e seghe elettriche proprio no!!! ... che poi ci sia sempre il furbo che dice "così faccio prima...", ok, può anche essere. Ma o non ha fatto il corso per il patentino di cui sopra, oppure bisogna stracciare la nomina al docente che gliel'ha fatto, e buttargli tutti i pezzettini in faccia, e dopo infilarglieli nel naso accuratamente uno a uno sino a che non smette di respirare.
Quando faccio 'ste lezioni, ci metto almeno 4 ore a spiegare come ci si comporta in funzione delle tipologia di materiale e di applicazione da rimuovere: se dici un'altra corbelleria come questa, finisce che vengo da te, ovunque tu sia, ti attacco su una sedia e ti costringo a sentire un'intero corso di 30 ore, intesi? SGRUNT!
Noferamiantosa
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ursamaior
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Messaggio da ursamaior »

Ben detto. Roninaccio cattivo.
Considera che perfino per poter effettuare le lavorazioni in umido non deve essere usata l'acqua ad alta pressione per impedire il rilascio di fibre, figurati una smerigliatrice angolare.....
Lo Stato è come la religione: vale se la gente ci crede (Errico Malatesta)
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Ronin
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Messaggio da Ronin »

Nofer ha scritto:non ha fatto il corso per il patentino di cui sopra
:smt009  :smt022  :smt102

vediamo almeno di salvare qualche incolpevole docente dall'ira funesta...
(ma davvero si riesce a smontare l'eternit dai tetti con le forbici?  :smt017 )
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Nofer
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Messaggio da Nofer »

Ronin ha scritto:

ma davvero si riesce a smontare l'eternit dai tetti con le forbici?  :smt017
No, non si fa con le forbici. Non so se hai mai dato un'occhiata attenta a come sono montate le tegolone di eternit. In genere, sono appoggiate sui transetti delle capriate, alle quali restano fissate con una vite lunga e controdado dall'altra parte. Ecco, appunto. In genere, si parte dall'ultima tegolona applicata, e si svitano le vitone dai controdadi, usando anche i vari svitol, antiossidi etc. Quando tutto manca, poichè non c'è lo spazio materiale per fissare il controdado di sotto in qualche modo, si prende un seghetto alternativo per metalli, e pieni di buona volontà si comincia a segare la capocchia sporgente della vite, così che il resto della vite con il controdado cada di sotto (che infatti per fare queste cose o il capannone/solaio è vuoto o si devono mettere le reticelle di sicurezza). dopo che hai smontato tutte e 4 o 6 (dipende..) viti della prima tegola, la togli e così hai lo spazio per mantenere il controdado della tegolona successiva con la tenaglia e svitare la vite con il cacciavitone grosso. Quando il tetto NON è calpestabile, o si fa con il ragno in estensione (cosa che io consiglio comunque) oppure si allestiscono ponteggi a passerella fissati sui pilastri e travi, ed è vero che il lavoro è un pochetto scomodo perchè stai accucciato, però se si sei ricordato di passare lo svitol o simile il giorno prima ci metti praticamente un attimo. Un'altra tecnica è quella di lavorare in 2, uno da sotto con il trabattello e l'altro da sopra, che per eseguire lo vitamento è ancora più veloce; poi, però, per alzare le lastre è meglio che sotto non ci sia nessuno: sai com'è, anche con il casco una tegola di eternit pesa eccome! Però, se il trabattello è sufficientemente ampio e largo, può essere comodo proprio calare lentamente ogni tegolone sul piano del trabattello, e poi da lì si calano giù uno a uno.

Mi sono esibita in "brevi cenni di smontaggio di tetti e tettoie in cementoamianto"

:smt040 Grazie, molto gentili: ma state pure comodi, che per così poco non è il caso di alzarsi tutti in piedi davanti il PC per una standing ovation!
Noferbantella
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