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copolimero stirene butadiene

Archivio sui Rischi di carattere Chimico/Biologico/Cancerogeno.
Questo archivio contiene tutte le discussioni relative ai rischi da agenti chimici/biologici/cancerogeni, schede di sicurezza di preparati e sostanze pericolose, ecc... (Riservato agli abbonati)
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alessandra
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copolimero stirene butadiene

Messaggio da alessandra »

Carissimi/e,
qualcuno/a di voi sa dirmi cosa protrebbe produrre - come prodotti di degradazione termica - un copolimero stirene-butadiene portato a 120°C.
Ve lo chiedo perchè devo capire se ci sono sostanze ototossiche  in un'azienda che non ha uno straccio di valutazione del rischio chimico (nè ha intenzione di farla).

Grazie a tutti/e , baci e abbracci.
Alessandra
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Meo
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Messaggio da Meo »

Purtroppo non so aiutarti se non oltre allegare, se già non lo hai, una classica scheda di sicurezza ( quella a 16 punti) che non dice nulla. Quindi, dal punto di vista formale, il prodotto, secondo il fornitore, non crea pericoli per il trasformatore.
Per essere a posto, sempre dal punto di vista formale, se l'azienda è trasmormatrice nel senso che effettua stampaggio termoplastico, consiglio di verificare la eventuale emissione dei fumi ( D.P.R. 203/88 con dichiarazione alla Regione- Assessorato all'Ambiente di Emissioni ad inquinamento atmosferico poco significativo).
Dal punto di vista sostanziale, se si intende approfondire la questione, l'SBS è ormai un materiale così diffuso che ci si producono dai copertoni, alle scarpe, giocattoli, ect (è andato a sostituire il PVC cancerogeno (finchè non si scoprirà che anche questo lo sarà)) che ormai sia i produttori che i trasformatori hanno prodotto vasta documentazione in proposito.
Un saluto e ci si aggiorna
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Nofer
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Messaggio da Nofer »

...ecco a cosa serve il REACH, se si decidessero a farlo seriamente e possibilmente prima del 2057...
Allora, il butadiene-stirene copolimero è commercializzato in varie forme, non solo in soluzione organica come nella scheda-tipo che ha allegato Meo, ma anche in chipster, sfogline, granuli, polveri e quant'altro.
Il tipo di degradazione termica a 120°C , quindi, dipende essenzialmente dalle altre componenti in gioco.
Come prodotti di degradazione "indesiderati" ovvero intermedi, possiamo andare dalla tutto sommato innocua CO2 sino al cancerogenicissimo epossido di stirene, anche se quest'ultima possibilità mi sembra tecnologicamente remota.
se mi passi qualche indicazione in più sul ciclo produttivo, magari mi spremo quella partizione di meningi dove c'è il file apposito...
però, sai che penso? Che questa è proprio una di quelle occasioni ghiottissime per fare un monitoraggio dei vapori e gas aerodispersi con la spettrofotometria fotoacustica all'IR!
Però, se il signor DdL non ha fatto neppure algortimo di RC, e figuriamoci...
l'altra alternativa, è aspettare una trentina di anni e più, e poi fare una statistica epidemiologica sulle condizioni di salute degli addetti, ovvero sulle loro cause di decesso...E peraltro, sapresti solo che c'era qualcosa di nocivo, ma mica di che si trattava!
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alessandra
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Messaggio da alessandra »

Intanto grazie a Meo e alla magica Nofer.
Premetto che non ho analizzato un gran chè del ciclo produttivo (ero lì di passaggio, a fare il bocia della mia collega che si occupa del rumore). Da quel che ho visto parrebbe funzionare così: la gomma gli arriva già in strisce alte qualche cm, loro la tagliano, la collocano sugli stampi di grosse presse a compressione che già contengono il componente metallico del prodotto finale (fanno prodotti di metallo gommato). Poi comprimono e scaldano per un po' (in base a quanto mi dice il titolare, a 120 °).  Alla fine la pressa si apre e la parte contenente lo stampo viene avanti bella fumante. Quando si raffredda arriva l'operaio a togliere i pezzi. Rimangono dei cascami di gomma che vengono buttati in un mescolatore che li scalda e li pesta fra due rulli, ritrasformandoli in strisce.
Hanno le aspirazioni sulle presse, ma una rapida rilevazione col nasometro produce in breve tempo una sensazione di voltastomaco e nausea opprimente.

Gli ototossici li ho già trovati in un altro reparto (sui pezzi spargono anche collanti e vernici) . L'ipotesi che accettino di fare la valutazione del rischio chimico e dei rilevamenti ambientali si colloca nel campo della fantascienza.

PS
Non so se sarà necessario aspettare 30 anni per la statistica epidemiologica, a giudicare dai pezzi verniciati con una roba R40 girati a mani nude ad uno ad uno, dai torni CNC senza le protezioni fisse degli organi di trasmissione del moto, dalla polvere fine di gomma prodotta dalla spazzolatrice che si infila dappertutto, dai DPI inesistenti ecc. ecc.
Alessandra
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Nofer
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Messaggio da Nofer »

:smt010 oh, mon Dieu!

il nasometro è sempre uno degli strumenti migliori di un buon laboratorista... se dici che annusando i fumi ti è preso un brutto senso di voltastomaco, io ipotizzerei il rilascio termico di butadiene vivo, che è se possibile un po' peggio dello stirene epossido (che invece ha un odore non sgradevole).
Spero non sia così: perchè di butadieni ce ne sono diversi, nel senso che il doppio legame può capitare in più parti della molecola; e l'1-3 butadiene è uno dei più orribili cancerogeni esistenti (a parte che i vapori possono anche essere piuttosto esplosivi, ma per questo ci vuole marzio o uno dei suoi amichetti con cui si parlano che si capiscono solo tra loro), organo bersaglio principale il midollo osseo (=leucemia). E le gomme SBR -se riscaldate al di sopra dei 100°C- possono fare questi scherzi da prete, specie in presenza di metalli soprattutto se bivalenti. In ogni caso, siccome presumo che questi stampi per non fare azzeccare tutto abbiamo un qualcosa di antiaderente, tipo un glicole, e in questo caso nei fumi che vedi c'è anche del glicole bruciato... che pure puzza non c'è male, eh!
Sai, Alessandra, forse hai ragione: non è detto che si debba aspettare 30 anni per le statistiche.
Ma io mi chiedo, e ti chiedo: com'è possibile che uno così si preoccupi della multa per il 195/06 ossia 626 art.49 bis, ter etc, e non della multa per il 25/02, che sempre 626 è però 72 bis, ter etc.?
E gli OOVV, che fanno? dormono? laureati in giurisprudenza o in economia anche loro? OK, diploma di maturità classica preso con 36 a magggioranza, magistrali oppure anche scuola alberghiera... ma per anzianità. SIGH! :smt022
Nofer
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alessandra
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Messaggio da alessandra »

Cara Nofer, leggendo il tuo messaggio mi convinco sempre di più che bisogna tornargli sopra per fargli fare una val rischio chimico con tanto di campionamenti e tutti i crismi. Non si può tenere 8 ore al giorno la  gente così.

Dal punto di vista della ditta posso ipotizzare quali siano i motivi di tanta ritrosia: dando per scontato la solita geremiade (" e adesso ci vuole anche questo !! e non si finisce più di spendere e non ti fanno lavorare in pace , ma io chiudo e vado in Romania ...." ecc, ecc), ho il sospetto che anche i titolari abbiano qualche dubbio sulla salubrità dei reparti produttivi , tanto è vero che i loro uffici sono ben separati e distinti, tutti lindi, pulitini ed eleganti.
E ho il sospetto che vogliano evitare di vedersi scrivere nero su bianco, dopo la valutazione, che magari le aspirazioni non bastano, che su alcune macchine non ci sono, che vanno sostituite le materie prime, che le condizioni igieniche sono disastrose, che ci vuole un registro degli esposti ai cancerogeni ...... e che devono impegnarsi e probabilmente spenderci parecchi soldi.
Con la valutazione del rumore se la cavano certo più a buon mercato.

Ho il sospetto che la loro percezione del "rischio  multa" sia molto bassa, e ne hanno ben donde. Inutile dire che gli organici dello SPSAL di zona sono al lumicino. Ho avuto inoltre occasione di leggerne dei verbali (succede che varie ditte richiedano i miei servigi solo dopo l'ispezione), e in media gli ispettori di zona multano il 30% del multabile. Proprio nello scorso gennaio, in una ditta della zona dove erano passati mancava la valutazione del rischio chimico, e loro non ne hanno nemmeno fatto menzione (Nota: gli ispettori sono tutti tecnici o medici).
Date queste premesse capisci quanto siano motivate le aziende a mettersi a posto. Io stessa ho delle difficoltà a convincerle ad attuare provvedimenti che non siano stati oggetto di sanzione ("ma se non li ha chiesti  nemmeno l'AUSL , lei che cosa vuole ???").

Quanto alla percezione aziendale del rischio "richiesta risarcimento danni", il discorso potrebbe facilmente essere questo: "tanto sono tutti immigrati che stanno qui dentro massimo un paio di anni, e prima o poi torneranno a crepare a casa loro. E poi me lo dovranno dimostrare che il canchero se lo sono presi per pochi mesi qua dentro , e intanto i processi durano anni, e poi ha visto in che condizioni lavorano nei loro paesi ......".

Comunque a questi gli torno sopra,  e visto che si tratta di fantascienza, speriamo "che la forza sia con me".
Alessandra
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Nofer
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Messaggio da Nofer »

...che la forza  :smt038 sia con te, figliola!
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