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L'insostenibile leggerezza del (la norma sul) Radon

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Alfeo
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Re: L'insostenibile leggerezza del (la norma sul) Radon

Messaggio da Alfeo »

Mauro, le mie domande nascono proprio dal fatto che, a seguito dell'emanazione della 101, da più fonti ho sentito affermare i seguenti due principi:
A) La nuova norma ha ampliato la platea degli ambienti in cui dover eseguire le misurazioni, non potendosi più prendere a riferimento il principio delle 10 ore mese, ma dovendo misurare in ogni ambiente "accessibile" al lavoratore (con tutto quanto già espresso in merito all'interpretazione del concetto di "accessibilità").
B) Le misurazioni fatte precedentemente all'emanazione della 101 non sono valide, bisogna rifarle.
Da qui la necessità di approfondire, specie il primo punto, perché sul secondo ritengo sia sufficiente acquisire dichiarazioni di validità delle misurazioni già fatte, rilasciate dai laboratori che le hanno eseguite.
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Mauro
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Re: L'insostenibile leggerezza del (la norma sul) Radon

Messaggio da Mauro »

Riguardo al secondo punto, non tutte le misure precedenti sono valide, bisogna verificare che i risultati siano emessi da un laboratorio idoneamente attrezzato. Ci sarebbe da discutere sul fatto che oggi, al laboratorio, non e' richiesto solo un rapporto di prova, ma una relazione tecnica, cosa che prima non si faceva, e ora e' solo farlocca, ma diciamo che se ci fosse una relazione tecnica fatta da un EQ, probabilmente continuano ad andare bene le misure fatte prima.
Riguardo il primo punto, era quello che dicevo prima, un EQ (ora si chiama EdR) potrebbe giustificare le scelte compiute sia in relazione ai luoghi, sia in relazione al tempo di occupazione. Diciamo che e' una mia visione, ma io ne sono sufficientemente convinto.

Di fatto negli ultimi anni ho visto campagne di campionamento radon da fare paura, con evidenti errori, alcuni che portano ad una ampia sottostima (con conseguente esposizione dei lavoratori) altri ad una ampia sovrastima (con conseguente dispendio di soldi e risorse per bonificare). Continuo a pensare che sia un lavoro per un EdR, e non per altri. Purtroppo, i laboratori idoneamente attrezzati, lo sono per analizzare gli strumenti passivi, ma aver dato loro l'onere di una relazione tecnica e' quanto di piu' ipocrita si potesse fare: un laboratorio non andra' mai sul posto, non progettera' la misura, non scegliera' i o piu' adatti migliori strumenti, non installera' o definira' come installarli, non produrra' documentazione a supporto, non commentera' i risultati (se non con qualche asterisco), non suggerira' le azioni da intraprendere (che ad oggi sono demandate ad un fantomatico esperto in risanamento radon, che non ha le competenze e soprattutto non sa ne' come fare per ridurre i problemi senza opere o impianti, ne come definire un obiettivo di risanamento, ne' come verificarlo)

Attendete il correttivo, sono certo che ci saranno sorprese
Chi vede il periglio ne' cerca di salvarsi, ragion di lagnarsi del fato non ha (DEMOFONTE)
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Giosmile
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Re: L'insostenibile leggerezza del (la norma sul) Radon

Messaggio da Giosmile »

Mauro ha scritto: 04 giu 2021 18:49 le vecchie linee guida, quelle delle 10 ore/mese, per intenderci, a un certo punto recitano: "Nel caso di luoghi di lavoro sotterranei in cui vi sia un numero elevato (dell'ordine delle decine) di ambienti “analoghi” sulla base di considerazioni riguardanti le caratteristiche della costruzione e dell’uso degli ambienti stessi, compresa la ventilazione e il tipo di attività, potrà essere giustificata la riduzione del numero di misure da effettuare in uno stesso edificio. Tale scelta dovrà essere oggetto di una relazione che resti a disposizione degli organi di vigilanza e dovrà necessariamente essere sottoposta a verifica: se la media dei valori misurati risulterà sostanzialmente inferiore al livello di azione e la loro variabilità contenuta, l’operazione sarà giustificata anche a posteriori, in caso contrario, sarà necessario estendere in una seconda fase il programma di misura a tutti i locali."
In genere, gli OOV ritenevano che questa relazione dovesse essere fatta dal Esperti Qualificati in Radioprotezione. Io ho fatto parecchie relazioni di questo genere, esplicitando dei criteri differenti con i quali individuavo i locali e il numero di dosimetri, oltre alla loro disposizione, e mi sono sempre state accettate. E le usavo non solo per definire ambienti analoghi, ma proprio per includere o escludere interi locali in funzione di considerazioni tecniche
Qualcosa di simile c'è anche in allegato II del decreto.
Per gli EQ, questi (ancor di più oggi) servono nel caso del calcolo dosimetrico. Per fare solo il monitoraggio annuale non è obbligatorio in alcun modo l'EQ e devo dire mai mi hanno fatto problemi alla ASL, nemmeno con le valutazioni svolte con le leggi regionali di puglia e campania.
Oggi con il nuovo decreto, poi, se hai superamento dei valori medi annuali, prima ancora di arrivare all'EQ serve un tecnico esperto di risanamento radon che è una nuova figura introdotta solo adesso e che ha un profilo differente.
G.
"detto così è semplice e infatti lo è detto così" B.P.
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