Il forum di SICUREZZAONLINE, SOL per gli amici, nasce nel 1999 ed è stato ideato, amministrato e moderato fino al 2016 da Giuseppe Zago.
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Ritiro entro 30 gg della prescrizione da parte di ASL / INL

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fuxas
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Ing89 ha scritto: 25/09/2025, 22:54
CASO REALE
- Accesso in cantiere con impresa esecutrice in cui il DL svolge i compiti di RSPP;
- Attestato DL-RSPP scaduto da 2 anni, richiesta di attestato aggiornato, ma questo attestato non salta fuori;
- Violazione art. 34 c.2;
- Notizia di Reato in procura art. 20 D.Lgs. 758/94;
- Successivamente l'impresa affidataria ci inoltra l'attestato dell'aggiornamento ma ci inoltra tutti gli scambi di mail e PEC in cui è stato accertato che l'attestato esisteva prima dell'accesso ispettivo;
- Comunicazione in Procura con cui si annulla il verbale di prescrizione e si torna come prima;
- Comunicazione mezzo PEC al DL-RSPP che il verbale di prescrizione è stato annullato
-Lieto fine per tutti.
Ok, caso che può succedere, ma come hai potuto vedere é il pm che ha annullato l'atto e il procedimento. Il contravventore ha potuto/dovuto dimostrare che il corso è stato frequentato nelle tempistiche previste dalla normativa.
 

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Matte
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fuxas ha scritto: 26/09/2025, 6:52
Ing89 ha scritto: 25/09/2025, 22:54 - Comunicazione in Procura con cui si annulla il verbale di prescrizione e si torna come prima;
- Comunicazione mezzo PEC al DL-RSPP che il verbale di prescrizione è stato annullato

-Lieto fine per tutti.
Ok, caso che può succedere, ma come hai potuto vedere é il pm che ha annullato l'atto e il procedimento. Il contravventore ha potuto/dovuto dimostrare che il corso è stato frequentato nelle tempistiche previste dalla normativa.
C'è scritto "comunicazione IN PROCURA", ovvero l'UPG comunica in procura che ha sbagliato... e manda una comunicazione al DL che il verbale di prescrizione è annullato...

Il pubblico ministero si occupa di reati gravi come stupri, omicidi, rapine, risse e spaccio. Se deve interrompere il proprio lavoro per annullare un tuo verbale — cosa che avresti potuto fare tu — preparati. La prossima volta che vai nel suo ufficio ti darà una tirata di orecchie che, se ti va bene, esci dalla procura che sembri un Cocker...
 

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fuxas
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Ci sono anche pm che per ogni "fesseria" vogliono decidere loro, e quindi ne esci con le ossa rotte in ogni caso. Io preferisco non scavalcare l'autorità giudiziaria. Sono loro che detengono l'azione penale
 

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ugo
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ragazzi
scusate se mi permetto
ma sono molto felice dello sviluppo della discussione e delle cose che avete scritto
ve ne sono grato
ora ho una visione migliore della cosa
ho tolto dei dubbi, ho capito altri aspetti
e mi sono messo nei panni anche di altre figure
tra cui l'UPG a cui va tutta la mia "simpatia professionale"... molto meno al suo dirigente, se è uno che se la svigna...

grazie grazie
 

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3a L. di Zuboff: "Ogni sistema che può essere usato per sorveglianza o controllo, sarà usato per sorveglianza o controllo".
“Coloro che rinunciano alla Libertà, per un po’ di Sicurezza, non meritano né Libertà né Sicurezza" B. Franklin
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In realtà alla fine l'UPG non dipende più funzionalmente dal dirigente dell'ufficio da cui dipende, ma dall'autorità giudiziaria
 

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walkerboh
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È stata una bellissima discussione anche per me, grazie per il tempo che avete dedicato.
 

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catanga
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Mi domando se qualcuno è al corrente del fatto che siamo il Paese UE dove queste violazioni sono considerati "reati".
Chissà perchè molti altri Paesi non se lo sono mai sognato di fare una cosa del genere e affrontano il problema nell'alveo degli illeciti amministrativi con relative sanzioni, lasciando nell'ambito penale i reati d'evento.
Non a caso, i Paesi che hanno fatto la scelta del sistema "misto" e cioè "illecito amministrativo" con sanzioni economiche pesanti per quelli che da noi sono reati di puro pericolo e "reato" per gli infortuni gravi o mortali, unito a forme di collaborazione preventiva tra controllori e controllati, stanno meglio di tutti in termini di andamento infortunistico e MP..
Comunque, come ebbi modo di scrivere già 30 anni fa, il D. Lgs. n. 758/1994 è stato introdotto proprio per evitare di innescare contenziosi tra chi viene sanzionato e chi sanziona.
Chi viene sanzionato, specialmente chi non ha le "spalle larghe", trova diseconomico non adempiere anche se ha effettivamente ragione.
Quindi adempie "a prescindere".
Il risultato è che ciò rafforza nei sanzionatori la sussistenza del dote dell'infallibilità ricevuta con la qualifica da UPG dal Prefetto.
Poi, che al dogma dell'infallibilità ci stia rinunciando anche il Papa, poco importa a costoro.

Ci sono aziende che, invece, scelgono anche per non creare un precedente, di andare a far valere le proprie valide ragioni davanti ad un Giudice.
Queste non adempiono, vanno al dibattimento e fanno valere le proprie ragioni in modo chiaro ed inequivocabile.

Tanto per fare un esempio, in un Paese in cui ho lavorato: Danimarca
Qui le sanzioni amministrative per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro sono emesse dall’Arbejdstilsynet (una specie di INL nostrano). Se un datore di lavoro o un soggetto sanzionato ritiene ingiustificata la sanzione, può impugnarla seguendo una procedura amministrativa e giurisdizionale ben definita.

Procedura di impugnazione
Richiesta di riesame all’Arbejdstilsynet
Il primo passo è presentare una richiesta di riesame direttamente all’autorità che ha emesso la sanzione. La richiesta deve essere motivata e presentata entro il termine indicato nel provvedimento, solitamente 4 settimane.
L’Arbejdstilsynet può confermare, modificare o revocare la sanzione.

Ricorso al Tribunale amministrativo (Ankestyrelsen)
Se il riesame non è favorevole, è possibile presentare ricorso all’Ankestyrelsen, l’organo di appello amministrativo. Il ricorso deve contenere:
- Copia del provvedimento impugnato
- argomentazioni giuridiche e documentazione a supporto
L’Ankestyrelsen può annullare, confermare o modificare la decisione.

Ricorso in Tribunale
In caso di sanzioni elevate o di impatti significativi sull’attività, è possibile adire il Tribunale ordinario danese (Byret). Il procedimento è di tipo contenzioso e può richiedere assistenza legale.
 

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ironlui
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catanga ha scritto: 01/10/2025, 14:56 Mi domando se qualcuno è al corrente del fatto che siamo il Paese UE dove queste violazioni sono considerati "reati".
Chissà perchè molti altri Paesi non se lo sono mai sognato di fare una cosa del genere e affrontano il problema nell'alveo degli illeciti amministrativi con relative sanzioni, lasciando nell'ambito penale i reati d'evento.
Non a caso, i Paesi che hanno fatto la scelta del sistema "misto" e cioè "illecito amministrativo" con sanzioni economiche pesanti per quelli che da noi sono reati di puro pericolo e "reato" per gli infortuni gravi o mortali, unito a forme di collaborazione preventiva tra controllori e controllati, stanno meglio di tutti in termini di andamento infortunistico e MP..
Comunque, come ebbi modo di scrivere già 30 anni fa, il D. Lgs. n. 758/1994 è stato introdotto proprio per evitare di innescare contenziosi tra chi viene sanzionato e chi sanziona.
Chi viene sanzionato, specialmente chi non ha le "spalle larghe", trova diseconomico non adempiere anche se ha effettivamente ragione.
Quindi adempie "a prescindere".
Il risultato è che ciò rafforza nei sanzionatori la sussistenza del dote dell'infallibilità ricevuta con la qualifica da UPG dal Prefetto.
Poi, che al dogma dell'infallibilità ci stia rinunciando anche il Papa, poco importa a costoro.

Ci sono aziende che, invece, scelgono anche per non creare un precedente, di andare a far valere le proprie valide ragioni davanti ad un Giudice.
Queste non adempiono, vanno al dibattimento e fanno valere le proprie ragioni in modo chiaro ed inequivocabile.

Tanto per fare un esempio, in un Paese in cui ho lavorato: Danimarca
Qui le sanzioni amministrative per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro sono emesse dall’Arbejdstilsynet (una specie di INL nostrano). Se un datore di lavoro o un soggetto sanzionato ritiene ingiustificata la sanzione, può impugnarla seguendo una procedura amministrativa e giurisdizionale ben definita.

Procedura di impugnazione
Richiesta di riesame all’Arbejdstilsynet
Il primo passo è presentare una richiesta di riesame direttamente all’autorità che ha emesso la sanzione. La richiesta deve essere motivata e presentata entro il termine indicato nel provvedimento, solitamente 4 settimane.
L’Arbejdstilsynet può confermare, modificare o revocare la sanzione.

Ricorso al Tribunale amministrativo (Ankestyrelsen)
Se il riesame non è favorevole, è possibile presentare ricorso all’Ankestyrelsen, l’organo di appello amministrativo. Il ricorso deve contenere:
- Copia del provvedimento impugnato
- argomentazioni giuridiche e documentazione a supporto
L’Ankestyrelsen può annullare, confermare o modificare la decisione.

Ricorso in Tribunale
In caso di sanzioni elevate o di impatti significativi sull’attività, è possibile adire il Tribunale ordinario danese (Byret). Il procedimento è di tipo contenzioso e può richiedere assistenza legale.
Grazie catanga! spunti molto interessanti!
 

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"La scienza è costruita di fatti come una casa è costruita da mattoni, ma un accumulo di fatti non è una scienza, è solo un mucchio di mattoni" (H. Poincaré)
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mikango
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in italia è stata la solita spinta politica a trasformare in penale quelle che dovrebbero essere solo violazioni amministrative, proprio perchè nel 99% dei casi trattasi di reati di "pericolo".
Sarebbe come sanzionare con penale un divieto di sosta perchè qualcuno potrebbe schiantarsi contro la macchina posteggiata fuori posto, causando una lesione personale e quindi da codice penale.

Nel resto d'europa, il penale scatta solo dopo l'infortunio e nasce SE l'infortunio è stato causato da una violazione, dove la violazione non è la famosa condotta "omissiva" italiana.
Vieni accusato se hai fatto qualcosa di sbagliato o violato la legge, non perchè non hai fatto una cosa che avrebbe evitato l'infortunio.
 

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