L'addestramento attualmente è previsto (quindi l'approccio del legislatore è: informazione + formazione + addestramento).Per fortuna non sembra un'assurdità solo a me. Ovvio che così il progetto formativo diventano 2 paginette di copia/incolla da aggiungere ai registri.
Posso modificare le ore? no. Posso modificare gli argomenti? no. Posso modificare le modalità? no. E allora vaffanmulo tu ed il progetto formativo.
Ma poi 16 ore di formazione ad un operaio fanno solo danni. Quei 4 concetti utili vengono annacquati in un mare di inutilità e finisci per farti odiare da lavoratori e datori di lavoro.
Proposta? Max 4 ore di formazione in aula ma almeno altrettante (a discrezione di chi redige il progetto formativo ;) ) di addestramento/formazione alla mansione sul campo ed almeno un paio all'anno a seguire. Sul campo.
Io ho lavorato come RSPP interno e penso che la vera formazione sia da fare internamente: da interno conoscevo le macchine, i processi, i punti critici ed i punti dolenti della fabbrica e da interno facevo corsi coinvolgenti, portavo le persone a toccare con mano i pericoli ed i rischi (e chi se ne fregava di spiegare la differenza tra pericolo e rischio....) facevo vedere foto, macchine, incidenti, particolari prodotti, arrivavo a far vedere come prendere i pezzi per non tagliarsi, come fare i controlli di processo ed i controlli pre lavoro, guarda che se non lo fai rischi questo, per usare la reggettatrice mettiti di lato non davanti...portavo le persone in fabbrica, facevo vedere le macchine.... Uno spettacolo! Ed era divertente per tutti!
Nessuno si è mai addormentato e (quasi) tutti mi hanno sempre ringraziato dopo il corso dicendo che era il "primo vero corso di sicurezza"..... Adesso faccio corsi esterni, non è la stessa cosa: per quanto non faccio addormentare i discenti (generalmente almeno....) so che non posso trasmettere tutte le informazioni perchè alcune (molte) non le conosco.
Il mercato si è imposto con corsi in maniera errata, con corsi standard: parliamo del rumore che porta ipoacusia , parliamo di rischio chimico che bla bla bla.... ma il punto è che non riusciamo a capire e cogliere le vere necessità formative e che non siamo in grado di spiegarle. Come possiamo realisticamente parlare di una dentatrice a creatore se non l'abbiamo neanche mai vista? Non possiamo. Come possiamo parlare di un processo chimico del cliente se non lo conosciamo?
Concordo però con l'idea di "normare" l'addestramento. Addestramento pratico fatto dai preposti internamente. Addestramento formalizzato di durata in relazione ai rischi ATECO (si una porcheria ma comunque migliorativo rispetto ad adesso).
La formazione, corta (4-8 ore) invece va fatta internamente, preferibilmente dall'RSPP dell'azienda che (si spera) abbia cognizione di causa.
Nuovi criteri formatori: devono essere gli RSPP o ASPP dell'azienda. Nei casi in cui il DL sia RSPP e NON voglia, allora si può erogare in esterno in collaborazione.




